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lunedì 7 dicembre 2015

MUD 99 / PSUV 46

L'opposizione antichavista ha vinto le elezioni legislative in Venezuela, conquistando 99 dei 167 seggi dell'Assemblea Nazionale, contro i 46 del partito chavista. Lo ha annunciato Tibisay Lucena, presidente della Commissione nazionale elettorale.
Lucena ha comunque precisato che 19 seggi devono ancora essere attribuiti, giacché i risultati dello scrutinio non sono ancora considerati irreversibili. L'affluenza, che la responsabile del Cne ha definito "straordinaria", è stata del 74,25%.

 Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riconosciuto la vittoria dell'opposizione nelle elezioni legislative, in un messaggio televisivo trasmesso dopo la proclamazione dei risultati ufficiali da parte della Commissione elettorale nazionale (Cne).
"Con il voto abbiamo battuto democraticamente un governo che non è democratico": con queste parole Jesus Torrealba, segretario del Tavolo dell'Unità Democratica (Mud) ha festeggiato la vittoria dell'opposizione nelle elezioni legislative in Venezuela. Torrealba ha detto che i risultati contenuti nel "primo stitico bollettino" della Commissione nazionale elettorale (Cne) segnano solo l'inizio di "una fragorosa disfatta del governo e di una chiara vittoria dell'opposizione" che nello scrutinio finale sarà ancora più marcata. Rivolgendosi al governo, il dirigente antichavista ha detto che "il popolo ha parlato chiaramente. Le famiglie venezuelane si sono stancate di soffrire a causa del vostro fallimento. Ora basta! E' ora di rispettare la volontà del popolo". (ANSA)


domenica 6 dicembre 2015

20 milioni di elettori scelgono 167 deputati

Poco meno di 20 milioni di venezuelani sono convocati oggi alle urne per scegliere i 167 deputati dell'Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale di Caracas, in un appuntamento elettorale che si caratterizza come un vero e proprio referendum sul governo di Nicolas Maduro e il futuro del chavismo.

E' dalle elezioni del luglio del 2000 che il movimento politico fondato da Hugo Chavez controlla la maggioranza dei seggi dell'Assemblea, dove attualmente il Grande Polo Patriottico, la coalizione governativa, controlla 100 seggi, contro i 64 del Tavolo di Unità Democratica (Mud, opposizione).

La grande maggioranza dei sondaggi elettorali prevede una chiara vittoria per la Mud. Le inchieste demoscopiche più recenti hanno registrato un aumento dei consensi al governo nell'ultima settimana di campagna elettorale, ma la consistenza del vantaggio dell'opposizione è tale - raggiungerebbe i 30 punti secondo alcuni analisti - da renderla ormai virtualmente insuperabile.

Se l'opposizione ottenesse almeno la maggioranza parlamentare semplice (84 seggi), potrebbe controllare la direzione dell'Assemblea, dalla quale è assente da 15 anni, e approvare un'amnistia dei prigionieri politici. Se raggiungesse i tre quinti (100 seggi) potrebbe votare la destituzione del presidente Maduro. (ANSA).

lunedì 2 novembre 2015

"Maduro è sotto di 30 punti".

A poco più di un mese dalle elezioni legislative in Venezuela il partito di opposizione Primero Justicia rende pubblici cinque sondaggi che danno il Partito Socialisto Unito del Venezuela del Presidente Maduro indietro tra i 20 e i 30 punti.

Il primo sondaggio da' l'opposizione avanti 50% a 30% e negli altri la forbice si allarga. Per la società Hinterlaces la differenza è di 63% a 33%, mentre per More Consulting è di 47% a 22%.   

Le elezioni che rinnoveranno i 167 seggi dell'Asembela Nacional si terranno il 6 dicembre.

venerdì 16 ottobre 2015

Manuel Rosales arrestato a Maracaibo

Manuel Antonio Rosales è stato arrestato dagli agenti del servizio di intelligence bolivariana (Sebin) giovedì 15 ottobre all'aeroporto di Maracaibo appena rientrato in Venezuela dopo 6 anni.

Manuel Rosales era stato accusato l'11 dicembre 2008 per arricchimento illecito quando era governatore di Stato di Zulia. Il 22 aprile 2009, non appena era stata ordinata la misura detentiva, Rosales aveva laciato il Venezuela con destinazione Perù.

Ex candidato alle presidenziali del 2006, vinte allora dal defunto presidente Hugo Chavez, Rosales arrivava dall'isola di Aruba in prospettiva del voto del 6 dicembre. I giornalisti sono stati bloccati e non hanno potuto filmare l'area in cui è stato arrestato.

"Questo spiegamento di forze per il mio arrivo dovrebbe essere utilizzato per lottare contro la criminalità e l'insicurezza. Noi agiremo pacificamente. Rivendicheremo quanto ci è dovuto il 6 dicembre", ha detto Rosales in un video postato sul servizio streaming Periscope, poco dopo il suo arrivo. All'aeroporto c'era la mogie Eveling Trejo, attuale sindaco di Maracaibo.

venerdì 19 aprile 2013

E alla fine si ricontano i voti...

laRepubblica_ 19 aprile 2013

CARACAS - Nel giorno in cui il Venezuela saluta l'insediamento alla presidenza di Nicolas Maduro, sul delfino dello scomparso Hugo Chavez e sui suoi sostenitori la Commissione elettorale rovescia una doccia gelata che lascia l'intero Paese in una bolla in sospensione. L'organismo ha infatti accolto il ricorso dell'avversario del candidato socialista, Henrique Capriles, aprendo dunque al riconteggio dei voti.

I venezuelani avevano votato domenica scorsa e Capriles, sconfitto con uno scarto di appena 265mila voti, meno del 2% del totale, aveva accusato il governo di intimidazioni e irregolarità a favore di Maduro. La Commissione elettorale ha precisato che controllerà i voti elettronici espressi nelle presidenziali del 14 aprile: il 46% dei voti, con il 54% già controllato nella notte elettorale.

Il presidente della Commissione, Tibisay Lucena, ha fatto sapere che saranno controllate 12mila macchine elettorali. Il riconteggio inizierà la settimana prossima al ritmo di 400 macchine controllate al giorno, procedura che durerà circa un mese.

Capriles ha accolto positivamente l'annuncio del Cne, ha accolto la decisione con favore. "Siamo al punto a cui volevamo arrivare - ha affermato il leader dell'opposizione - sappiamo dove sono i problemi". Ovvero, che i brogli vanno cercati proprio tra i voti che verranno riconteggiati.

Non è chiaro se il riconteggio comprenderà anche una verifica incrociata fra i suffragi e i registri dei votanti, come richiesto dallo sconfitto, il cui ricorso puntava a un pieno riconteggio, voto per voto, ipotesi bocciata dalla Corte Suprema, assieme alla richiesta di congelare l'insediamento di Maduro.

Lucena non ha rivelato se il controllo sarà effettuato in questa maniera, ma una portavoce della Commissione, rimasta anonima, ha confermato che l'auditing sarà condotto secondo le modalità indicate da Capriles.

Quanto a Maduro, il suo mandato è iniziato ancor prima dell'insediamento ufficiale di oggi. L'erede di Chavez alla guida dei socialisti ieri era a Lima per un vertice d'emergenza con i leader dell'America Latina centrato proprio sulla crisi innescata dalle presidenziali venezuelane.

In una dichiarazione congiunta rilasciata al termine del meeting, i leader sudamericani hanno invitato "tutti i partiti che hanno preso parte alle elezioni venezuelane a rispettare il risultato ufficiale", accogliendo come "una nota positiva" la decisione della Commissione elettorale sul riconteggio. Successivamente, via Twitter, Nicolas Maduro ha definito il vertice "un grande successo", perché ha confermato "il totale sostegno" del Sudamerica "al popolo e alla democrazia del Venezuela".

In realtà, durante il meeting, Maduro potrebbe avere ricevuto pressioni per la sua accettazione del riconteggio da parte degli altri leader. E pressioni potrebbero essere state operate sul nuovo leader socialista dall'apparato militare venezuelano o da esponenti più moderati del suo partito, in cui Maduro è espressione dell'ala più radicale.

Quanto ai sostenitori di Capriles, l'ottimismo corre sui social network, assieme alla speranza di una riconciliazione nazionale in un Venezuela aspramente diviso, con mezza nazione a dire "basta" al Chavismo senza Chavez.       

lunedì 15 aprile 2013

Già finita l'era Chavez. Maduro Presidente per soli 234.000 voti.

Nicolas Maduro, delfino di Hugo Chavez e candidato 'chavista', ha vinto le elezioni presidenziali in Venezuela con il 50,66% dei voti, contro il 49,07% ottenuto dal candidato oppositore Henrique Capriles. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne) Tibisay Lucena. 

Lucena ha precisato che questo risultato è stato ottenuto in base allo scrutinio del 99,12% dei voti, dopo una giornata elettorale nella quale si è registrata un'affluenza del 78,71%. Lo scorso 7 ottobre Hugo Chavez aveva battuto lo stesso Capriles con il 55,07% contro il 44,31% dei voti, con una affluenza record dell'80,56% (+8%).

ANSA - 15 aprile 2013


venerdì 12 aprile 2013

Maradona a Caracas per Maduro e lancia la campagna "Kirchner 2015"

AP | ÚN.- El ex astro del fútbol Diego Armando Maradona, un confeso admirador del proyecto socialista del presidente Hugo Chávez, participó el jueves en el cierre de campaña del candidato oficialista a la presidencia de Venezuela, Nicolás Maduro, actual presidente encargado y designado heredero político por el ahora fallecido mandatario venezolano.

El legendario capitán de la selección de Argentina, que ganó el Mundial de fútbol de 1986, lució una gorra con el tricolor venezolano y una camisa roja que tenía bordado al lado izquierdo a la altura de su corazón las leyendas “Cristina K 2015”, en aparente alusión a una posible reelección de la mandataria argentina Cristina Fernández de Kirchner. En la camisa también se podía leer “Chávez Comandante” y “Maduro Presidente”. En su espalda tenía estampado el número “10” y su nombre.

Maradona ha profesado sus simpatías por el ala izquierdista del peronismo que creó con su fallecido marido y antecesor Néstor Kirchner (2003-2007). Fernández se juega la continuidad en el poder más allá del 2015 en las próximas elecciones legislativas de octubre. La presidenta argentina ha guardado silencio sobre el tema de la reelección mientras sus adversarios políticos la acusan de pretender su segunda reelección en 2015, la que requeriría una eventual reforma de la Constitución argentina. 

“La mano de Dios está con nosotros”, dijo uno de los presentadores del mitin en alusión a la célebre jugada de Maradona ante el arquero inglés Peter Shilton en el Mundial de México 1986.

Maduro se paró junto a Maradona en una tarima y le entregó varios balones que el ex astro argentino firmó y luego con su pierna zurda los lanzó a la muchedumbre.

“Aquí tenemos a Diego Armando Maradona... que ha venido a ratificar su amor por el presidente Chávez. Diego, Diego, en las buenas y en las malas (está) con este pueblo”, dijo Maduro en su alocución.

Maradona expresó repetidamente su admiración a Chávez y en varias ocasiones se reunió con él en Venezuela y el extranjero. Incluso lo visitó en julio de 2011 en La Habana, cuando el gobernante venezolano recibió un primer ciclo de quimioterapia como parte del tratamiento contra un cáncer que finalmente le quitó la vida el 5 de marzo de este año. 

Maradona, que tiene tatuada la imagen del guerrillero argentino Ernesto “Che” Guevara en uno de sus brazos, es además admirador del ex presidente cubano Fidel Castro y en estuvo en Cuba recibiendo tratamiento contra su adicción a las drogas. 



ULTIMAS NOTICIAS

giovedì 11 aprile 2013

¿Quién mató a Hugo Chávez?

Come ha spiegato in Venezuela il direttore del quotidiano Ultimas Noticias, Eleazar Diaz Rangel, nel suo pezzo “Cancro inoculato?” dello scorso 17 marzo, “campioni della biopsia [di Chavez] inviati a laboratori specializzati in Brasile, Cina, Russia e, con nome fittizio, negli Stati Uniti d’America, hanno confermato che si trattava di cellule che non avevano uguali, di una forma estremamente aggressiva e apparentemente sconosciuta“. La natura aggressiva e sconosciuta della malattia del Presidente Chavez, oltre alla mancanza di forme ereditarie di cancro nella sua famiglia, indicano chiaramente la reale possibilità che il leader della Rivoluzione Bolivariana sia stato assassinato.

ESPANOL

ITALIANO

mercoledì 10 aprile 2013

Maduro verso la presidenza. Tutti i sondaggi lo danno sopra il 50%.

Venezuela:tutti i sondaggi segnalano
il vantaggio di Maduro
Edilberto F. Méndez Amador
 
 Granma


Alla chiusura del termine di diffusione delle inchieste in Venezuela, quelle principali realizzate segnalano il vantaggio del candidato del Gran Polo Patriottico, Nicolás Maduro, sull’oppositore Henrique Capriles.
La maggioranza degli studi coincidono che Maduro supererà Capriles, come media, di 17 punti, ma il capo del  Comando della “Campagna Hugo Chávez”, Jorge Rodríguez, ha chiamato il popolo del Venezuela a non cadere nei trionfalismi.
Il giornalista  José Vicente Rangel, durante il suo programma nel canale privato Televen, ha riassunto  i risultati diffusi che sostengono quanto segnalato. 

Rangel ha riferito che Datanalisis  ha diffuso che il 50,3 % degli interrogati voterà per Maduro e il 33,9% per Capriles, mentre il 61,9%  crede che Maduro vincerà nelle elezioni del 14 aprile.

Consultores 30-11,  ha  informato che il 60,3%  degli interrogati vede Maduro come vincitore con il 52,8%, su Capriles, che lo segue con il 38,6%.

Rangel ha ricordato anche i risultati del Gruppo d’Investigazione Sociale, GIS XXI che riflettono un’aspettativa di voti del 55.3% per il candidato socialista.
 
Hinterlaces, un’altra nota esperta in inchieste, conferma, in accordo con l’ultimo sondaggio, che il 54% degli intervistati voterà per Maduro e il 37% per Capriles.
 
Infine Rangel ha citato la firma International Consulting Services (ICS), che nei dati del suo ultimo sondaggio riflette che il 56.9% voterà per Maduro, mentre il 41.1 lo farà per Capriles.
 
Lo studio di ICS aggiunge che il 67,1 per cento degli interrogati stima che Maduro vincerà le elezioni presidenziali e il 73.6% manifesta  sicurezza e fiducia per il  Consiglio  Nazionale Elettorale.
 
Circa 19 milioni di venezuelani saranno chiamati alle urne  il 14 aprile prossimo, per eleggere il presidente che dirigerà il paese nel periodo 2013-2019, dopo la morte del leader venezuelano, Hugo Chávez.

Maduro, candidato del Gran Polo Patriottico, e proposto da Chávez come presidente del paese se lui fosse mancato, guida le inchieste e l’oppositore Capriles marcia dietro a lui nelle preferenze dell’elettorato, in una disputa alla quale partecipano altri cinque candidati. 
 
(Traduzione Granma Int.)

mercoledì 3 aprile 2013

Maduro: "Un uccellino mi ha benedetto. Era lo spirito di Chavez"

Un mese dopo la morte di Ugo Chavez, entra nel vivo la campagna elettorale per il nuovo presidente del Venezuela.
Ed è proprio dalla città natale del “líder máximo”, Sabaneta, che Nicolas Maduro ha scelto di dare avvio ai suoi comizi presendandosi al popolo come “il predestinato”.
Imitando un cinguettio ha raccontato: “Un uccello mi è volato accanto fischiettando e io gli ho risposto… In quel momento ho sentito lo spirito del Comandante Hugo Chavez che mi benediva prima della battaglia, che comincia oggi in vista della vittoria finale il 14 aprile”.


Il presidente ad interim del Venezuela, designato da Chavez dopo l’aggravarsi della sua malattia, risulta favorito. I sondaggi gli danno dai 14 ai 20 punti percentuali su Henrique Capriles.
“Oggi comincia la crociata. Saranno solo 10 giorni di campagna elettorale”, ha detto Capriles arringando i suoi sostenitori a Maturìn, “Non abbiamo risorse ma abbiamo la speranza di un popolo che vuole andare avanti”.
Si tratta di una seconda chance per il governatore del ricco stato di Miranda. Capriles era stato sconfitto l’anno scorso da Hugo Chavez alle presidenziali di ottobre.

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sabato 23 marzo 2013

“Chavez” di Oliver Stone nelle sale il 16 aprile

LA STAMPA - 22 marzo 2013
 
Roma - “Chavez - l’ultimo comandante” (South of the Border), il film-documentario di Oliver Stone, presentato alla 66.ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, sarà in sala con una uscita-evento il 16 aprile, in contemporanea con le elezioni del nuovo presidente venezuelano (14 aprile).  

Saranno 150 le sale che in quel giorno programmeranno l’eccezionale documentario di Stone.  


Oliver Stone e la sua troupe attraversano l’America Latina dai Caraibi fino alle Ande, nel tentativo di spiegare il “fenomeno’’ del presidente venezuelano Hugo Chavez e della sua rivoluzione bolivariana, pacifica ma armata. A partire dalla vicenda politica di Chavez, Oliver Stone traccia il complesso quadro dei mutamenti politici che hanno contrassegnato la vita di molti Paesi dell’America Latina.  

Oltre a Chavez, nel suo documentario Stone incontra molti altri presidenti dell’America latina come Evo Morales della Bolivia, Cristina Kirchner dell’Argentina, Rafael Correa dell’Ecuador, Raul Castro di Cuba, Fernando Lugo del Paraguay e Lula da Silva del Brasile.  

Ha dichiarato Oliver Stone: «Quest’uomo è un fenomeno. Un fenomeno più grande degli attacchi che gli dedicano i media americani. Certo in Venezuela ci sono ancora molti problemi ma ci sono stati anche tanti miglioramenti. Questo film è stata un’esperienza liberatoria.... E’ un road movie su dei paesi che hanno un obiettivo, cambiare la politica». 

giovedì 21 marzo 2013

"Chavismo e grillismo: populismo in senso buono"

Que la mort d’Hugo Chávez bouleverse le Venezuela, voire toute l’Amérique latine, il n’y a là rien d’étonnant. Mais que la disparition du leader bolivarien soit à ce point considéré comme un événement majeur, chez nous, en France, voilà qui est sans doute plus surprenant.


Certes, Chávez n’était pas n’importe qui sur la scène politique internationale. Impressionnant de par sa capacité à conserver le pouvoir (14 ans, en remportant la quasi-totalité des scrutins), à fabriquer son propre mythe, il avait su s’imposer, malgré ses nombreux détracteurs, comme un des porte-voix de la contestation des sans-grades à l’égard des puissants.

Et c’est surement cette dernière dimension qui permet d’expliquer son succès médiatique bien au-delà des frontières de son pays. Chavez, populiste revendiqué, sorte de leader de substitution pour des Européens notamment, en pleine crise de confiance vis-à-vis de leurs dirigeants.


Cette crise dont nous avions initialement prévu de parler aujourd’hui, en examinant les ressorts, populistes ou pas, nuisibles à la démocratie ou au contraire régénérateurs, du vote italien en faveur des Grillini de Beppe Grillo. Ce soir, nous allons tenter une forme de gymnastique en faisant le lien entre ces deux événements, à travers la question suivante :
« Le chavisme et le grillisme sont-ils des populismes « au bon sens du terme » ? »C’est donc notre sujet du jour.


D'Hugo Chávez à Beppe Grillo : des populistes "au bon sens du terme" ? Jacques de Saint Victor et Gaël Brustier J-C F © Radio France

 

mercoledì 20 marzo 2013

Maduro 53% - Capriles 35%

I primi sondaggi in vista delle elezioni presidenziali del 14 aprile in Venezuela sembrano non lasciare nessun ombra di dubbio sul dopo-Chavez. Maduro è in testa con 18 punti di vantaggio sul rappresentante dell'opposizione Capriles: 53% a 35%. 

Nell'ottobre dello scorso anno Chavez aveva battuto Capriles con il 54,42% contro il 44,97%.


Fuente AVN


sabato 16 marzo 2013

Chavez non sarà imbalsamato.

(ANSA) - CARACAS, 16 MAR - Il governo venezuelano ha deciso di non imbalsamare il corpo del presidente deceduto Hugo Chavez.
Lo ha confermato sul suo account Twitter il ministro dell'Informazione Ernesto Villegas. Per effettuare l'imbalsamazione si sarebbe dovuto trasferire la salma in Russia per almeno sette mesi, ha spiegato Villegas. Mercoledi' scorso gia' il presidente ad interim Nicolas Maduro aveva ammesso che sarebbe stato ''assai difficile'' imbalsamare il corpo di Chavez.


Il corpo di Chavez ieri è stato trasferito al Cuartel de la Montaña,  la caserma vicino Caracas, dove l'ex colonello dei parà teneva le sue riunioni in vista del golpe poi sventato nel 1992. Potrà essere visitato e si potrà rendergli omaggio.

lunedì 11 marzo 2013

Sarà Capriles lo sfidante di Maduro per il dopo Chávez.

ÚN.- El gobernador del estado Miranda, Henrique Capriles Radonski, anunció este domingo que sería el candidato de la oposición de cara a las próximas elecciones presidenciales que se realizarían el 14 de abril. Su contendor será el presidente encargado de la República, Nicolás Maduro.

Maduro anunció que inscribiría su candidatura este lunes ante el Consejo Nacional Electoral en horas de la mañana acompañado de una concentración de los simpatizantes del gobierno chavista.

Por su parte el gobernador del estado Miranda comentó que hará lo propio este mismo día pero que por respeto al luto nacional motivado a la muerte del Presidente Chávez lo hará de una forma breve y sin convocar una concentración.

Este 14 de abril se realizará un nuevo proceso electoral en Venezuela, el segundo por comicios presidenciales en menos de 1 año.

Para el vicepresidente Nicolás Maduro esta sería la primera contienda electoral, luego de ser electo como diputado a la Asamblea Nacional en el período de la Constituyente. Por su parte, Capriles Radonski enfrenta su segunda postulación para el cargo de Presidente de la República, la anterior el pasado 7 de octubre cuando fue derrotado por el presidente Hugo Chávez.

domenica 10 marzo 2013

Si vota il 14 aprile. Al via le candidature.

laRepubblica: "...il nuovo governo già si muove e il nuovo presidente ad interim del Venezuela, Nicolas Maduro ha chiesto al Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) di fissare "immediatamente" una data per le elezioni anticipate. Si svolgeranno già il 14 aprile. L'opposizione antichavista, che ha definito anticostituzionale l'assunzione di Maduro, ha offerto la candidatura a Henrique Capriles, già sconfitto da Chavez nel voto del 7 ottobre scorso. Una scelta annunciata. 

La lotta sarà tra lui e il presidente ad interim Nicolas Maduro, subentrato alla guida del Paese dopo la morte di Chavez. "A nome della più assoluta lealtà nei confronti del comandante Chavez, giuro che rispetteremo e faremo rispettare questa Costituzione bolivariana, con la mano dura di un popolo deciso ad essere libero", ha detto Maduro durante la cerimonia e ha aggiunto, visibilmente emozionato, "scusate il dolore e le nostre lacrime, ma questa presidenza appartiene al comandante Chavez".

sabato 9 marzo 2013

Venezuela. Si voterà il 28 aprile o il 5 maggio.

Oggi il Consiglio Nazionale Elettorale deciderà la data delle prossime elezioni presidenziali, le prime dopo 15 anni senza Chávez. Sicuramente non sarà possibile organizzarle entro 30 giorni, così come stabilisce la Costituzione. 

Mentre l'opposizione preferirebbe anticiparle il prima possibile (prima domenica di aprile) sembra che il Consiglio Nazionale Elettorale preferisce avere più tempo a disposizione per aggiornare il software usato per le votazioni e lo scrutinio, e quindi si crede che non si voterà prima del 28 aprile.



martedì 18 dicembre 2012

23 Stati a 20. Chavez vince anche da Cuba.

CARACAS - Alle regionali di ieri in Venezuela il Psuv, il partito socialista guidato da Hugo Chavez, si e' imposto in 20 dei 23 stati del Paese, mentre l'opposizione e' riuscita a conservare Miranda, il secondo Stato piu' importante della nazione, dove ha vinto il leader 'antichavista' Henrique Capriles. A dare i risultati e' stata Tibisay Lucena, presidentessa del Consiglio nazionale elettorale (Cne).

Le elezioni di ieri sono le prime negli ultimi 14 anni senza la partecipazione, ne' la presenza nel paese, di Chavez (58 anni), che lo scorso martedi' e' stato sottoposto a Cuba alla sua quarta operazione contro il cancro. Il governo ha nelle ultime ore reso noto che dall'Avana il leader 'bolivariano' ha seguito le elezioni e che le sue condizioni di salute stanno ''evolvendo positivamente''. Nonostante la lontananza di Chavez, il Psuv e' quindi riuscito a imporsi in quasi tutti gli stati. ''Il Venezuela e' piu' 'chavista' che mai'', sottolinea l'agenzia ufficiale Avn. Il partito socialista ha perso invece a Miranda, dove si e' svolto il duello chiave della giornata. Capriles (40 anni), governatore uscente, e' riuscito a battere l'ex vicepresidente Elias Jaua, uno degli uomini più influenti del Psuv: rimane cosi' alla guida dello stato e si rafforza quale leader del Tavolo dell'unita' democratica (Mud), del quale fanno parte una ventina di partiti 'antichavisti'. Capriles era stato sconfitto da Chavez alle elezioni presidenziali dello scorso 7 ottobre. Per lui era quindi fondamentale rimanere governatore di Miranda, altrimenti la sua leadership sarebbe stata messa in discussione delle diverse forze del Mud. Ci e' riuscito, visto che - secondo i dati del Cne - ha avuto il 50,3% dei voti, a fronte del 46,1 di Jaua. Al di fuori di Miranda, ai candidati del Mud e' invece andata male un po' dappertutto. Gli uomini del Psuv hanno infatti vinto in 20 dei 23 stati, tra i quali Zulia, il piu' ricco e popolato dell'intero paese, strappando all'opposizione anche Carabobo, Gtachira e Nueva Esparta. (ANSA). Nacional Electoral (CNE).