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martedì 5 maggio 2020

Arrestati i contractor Silvercorp che preparavano il golpe in Venezuela

Nicolas Maduro ha annunciato l’arresto di 15 persone che avrebbero tentato una sorta di invasione del Paese via mare. Tra queste 15 persone, anche due cittadini americani, di cui le autorità venezuelane hanno mostrato il passaporto in televisione.

Si tratta del 34enne Luke Denman e del 31enne Airan Berry, secondo Nicolas Maduro farebbero parte dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti. Nella fattispecie, i due cittadini americani sarebbero stati contractor: starebbero infatti lavorando per una società di sicurezza, la Silvercorp USA, con sede in Florida, diretta dall’ex soldato Usa Jordan Goudreau. Quest’ultimo ha confermato che le due persone arrestate stavano lavorando per lui.

Le autorità venezuelane, attraverso i canali di comunicazione ufficiali, non hanno esitato a parlare di tentativo di colpo di Stato guidato dalla regia degli Stati Uniti. Il dipartimento di sicurezza americano, tuttavia, ha negato qualsiasi coinvolgimento da questo punto di vista. Fatto sta che i pescatori venezuelani hanno contribuito all’arresto delle 15 persone che stavano cercando di raggiungere la terraferma dal mare e che sarebbero entrati nel Paese senza autorizzazioni.

giovedì 26 marzo 2020

Maduro incriminato per narcotraffico dagli USA con una taglia da 15 milioni di dollari

Gli Stati Uniti hanno incriminato il presidente venezuelano Nicolas Maduro ed altri esponenti del suo governo per narcotraffico. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia William Barr. Secondo l'accusa, Maduro "ha permesso che il Venezuela fosse usato come un luogo sicuro dai narcotrafficanti", ha detto l'attorney general Usa in una conferenza stampa. Ed in questo modo "ha inondato gli Stati Uniti di cocaina", ha aggiunto.

"Il popolo venezuelano merita un governo trasparente responsabile, rappresentativo che serva i bisogni del popolo e non ne tradisca la fiducia tollerando o servendosi di funzionari impegnati in traffici illeciti di narcotici", ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo annunciando che gli Stati Uniti offrono "una serie di ricompense per informazioni che possano portare all'arresto e alla condanna di cittadini venezuelani" incriminati oggi dal dipartimento di Giustizia per narcotraffico internazionale.


ADN KRONOS 26/03/2020

domenica 19 gennaio 2020

Maduro: "Pronto al dialogo con Trump"

"Se c'è rispetto tra i governi, non importa quanto siano grandi gli Stati Uniti, se c'e' dialogo, scambio di informazioni veritiere, possiamo essere sicuri di poter formare un nuovo tipo di relazione". Così Nicolas Maduro, in un'intervista al Washington Post, la prima ad una testata americana da quasi un anno, apre al dialogo con l'amministrazione Trump che il 23 gennaio dello scorso anno ha riconosciuto come legittimo presidente del Venezuela il leader dell'opposizione Juan Guaidò, mossa seguita poi da una sessantina di Paesi.

"Una relazione di rispetto e dialogo porta ad una situazione di vantaggi per entrambi" ha continuato Maduro che rivendica di avere ancora il controllo del Venezuela nonostante il tentativo, ormai lungo un anno, dell'opposizione, sostenuta dagli alleati di Washington, di rovesciare il suo governo. Ma ora l'erede di Hugo Chavez sembra indicare che, secondo lui, sia arrivato il momento di un cambio di passo. "Una relazione basata sullo scontro porta sconfitte per entrambi", ammonisce, suggerendo che le compagnie petrolifere Usa avrebbero enormi vantaggi se Donald Trump sollevasse le sanzioni al Venezuela, Paese Opec, e premesse il bottone del 'reset' delle relazioni tra i due Paesi, sottolinea il Post.

ADNKRONOS / 19012020

mercoledì 8 gennaio 2020

Liam Neeson visita i rifugiati venezuelani

L'attore irlandese Liam Neeson, che è ambasciatore di buona volontà dell'Unicef, ha visitato i rifugiati venezuelani accolti in una struttura abitativa a Pacaraima, città al confine del Brasile con il Venezuela: lo rende noto il portale Uol. Piuttosto timido, Neeson è stato fotografato mentre abbracciava alcuni bambini venezuelani con i quali ha anche danzato. L'attore di 67 anni è diventato ambasciatore dell'Unicef ne​l 2011. Nel 2016 è andato nel più grande campo profughi del mondo, vicino al confine siriano.


L'Onu stima che ci siano circa 240 mila venezuelani in Brasile (circa 500 nuovi migranti al giorno). Ma il numero totale di rifugiati venezuelani in altri Paesi supera un totale di tre milioni di persone, secondo l'Onu, la maggior parte dei quali si trova in Colombia e Perù. A dicembre il Brasile ha concesso lo status di rifugiati a 21.432 venezuelani contemporaneamente. La decisione è stata presa dal Comitato nazionale per i rifugiati per la gravità della situazione dei diritti umani in Venezuela.


(ANSA 08-01-2020)

giovedì 31 gennaio 2019

"Soy Nicolás Maduro y quiero enviar un mensaje al pueblo de Estados Unidos"

El presidente en disputa de Venezuela, Nicolás Maduro, lanzó un mensaje a los estadounidenses, en el que les pide que no permitan una guerra como la de "Vietnam en América Latina" y pongan freno a lo que cataloga como la "injerencia" del gobierno de Donald Trump, en momentos en que se cierra el círculo y crece la presión de la oposición, de países de la región y de Estados Unidos para que abandone el poder.


En el video grabado y divulgado en Facebook y Twitter, Maduro reitera que hay "una guerra mediática" en su contra y vuelve sobre su discurso contra el gobierno de Trump, cuya administración ha sido clave para conseguir el apoyo internacional a favor del autoproclamado gobierno encargado que lidera el joven opositor Juan Guaidó.

"Soy Nicolás Maduro y quiero enviar un mensaje al pueblo de Estados Unidos, para alertarlos de la guerra mediática, comunicacional psicológica que se desarrolla en los medios internacionales y en especial en los medios de comunicación de EE.UU., contra Venezuela", empieza el mensaje de Maduro divulgado en Facebook.

"Te llamo a la conciencia, te llamo a la solidaridad, te llamo a un despertar de la verdad. No permitamos un Vietnam en América Latina, si Estados Unidos pretende intervenirnos, tendrán un Vietnam peor del que se han podido imaginar", advierte en el video con música de fondo.

"No permitirle al presidente Donald Trump y al grupo de extremistas que lo rodean, John Bolton, Mike Pompeo, a la CIA, a Mike Pence, no permitirle (...) imponer sus mentiras sobre Venezuela, el golpe de Estado que apoyan y apoyar al pueblo de Venezuela en su lucha por la democracia", dijo.

"Espero mucho de ti, ciudadano, ciuadadana estadounidense", señaló Maduro.

giovedì 27 dicembre 2018

Maduro dice estar preparado ante la invasión de EE.UU.


En un enérgico discurso por cadena nacional, el presidente de Venezuela, Nicolás Maduro, afirmó estar preparado "para todo" y advirtió que si Estados Unidos se atreve a invadir al país enfrentará "un pueblo con un fusil" y a una Fuerza Armada Nacional Bolivariana"lista" para "combatir y defender la patria". 

"Tenemos un enemigo muy poderoso, el imperio gringo. Ellos nos quieren crear un gran problema, pero nosotros los vamos a derrotar", sentenció el mandatario en su arenga de anoche. Maduro recordó que la primera línea estratégica de su plan de gobierno "es ganar la paz, derrotar el golpismo, el intervencionismo y consolidar la soberanía", y alertó que "tanto los civiles como los militares estamos preparados para el combate". 

"Quien asome la nariz, plomo (...) quien se atreva a invadir a Venezuela, a tocar nuestro sagrado territorio, recibirá un pueblo con un fusil en la mano y a una Fuerza Armada Nacional lista para combatir y defender nuestra patria amada", insistió. Además, preguntó:"¿Ustedes creen que va venir el imperio gringo a arreglar los asuntos de Venezuela? ¿Quieren que vengan los gringos a mandar en Venezuela? Aquí lo tenemos todo", enfatizó en momentos en que el país se hunde en una crisis de escasez rampante y una inflación descontrolada, además de sufrir una sangría poblacional descomunal. 

Fuente: Télam y ANSA

sabato 20 maggio 2017

La vida dorada de los hijos del 'Clan Maduro'.


Poco sabía Lucía Rodríguez, hija del alcalde de Caracas y nieto del ministro de Asuntos Exteriores, que las fotos de su nueva vida "burguesa" en Sydney habrían levantado un alboroto en casa. Se ve sonriendo a nadar y navegar en las aguas cristalinas, con la cara feliz en una hamaca, bebiendo un cóctel. Imágenes que han impulsado a los opositores de VVsincensura una recogida de fotos de otras familias de la élite política venezolana que estan felices en el extranjero, mientras que el país es al borde de la guerra civil. Muchas familias de el 'Clan Maduro' se han trasladado a los Estados Unidos, a pesar de que los EE.UU. es el 'imperio del mal'.  Hay imágenes - a menudo tomadas de Facebook o Instagram - de docenas de hijos de los poderosos de Caracas. 






venerdì 19 maggio 2017

La amenaza de Trump: "Haremos lo necesario para arreglar situación en Venezuela"

El presidente de EE.UU., Donald Trump, dijo este jueves que hará "lo que sea necesario" en cooperación con otros países del continente para "arreglar" la situación humanitaria en Venezuela, que consideró una "desgracia para la humanidad". "Haremos lo que sea necesario, trabajaremos con otros (países) para ayudar a arreglar eso (la crisis económica y humanitaria en Venezuela)", dijo Trump durante una conferencia de prensa conjunta después de reunirse con el presidente colombiano Juan Manuel Santos en la Casa Blanca.

Trump aseguró que "desde el punto de vista humanitario, (lo de Venezuela) es algo que no hemos visto en bastante tiempo", y más tarde dijo que no había visto "un problema así en décadas". "Una Venezuela estable y pacífica está en el interés de todo el hemisferio. Estados Unidos está del lado de todos quienes desean ser libres en nuestro gran continente", agregó el mandatario.

mercoledì 3 maggio 2017

Assad: "Maduro es el primer blanco para Donald Trump"

El presidente de Siria, Bashar Al Assad, aseguró que ve similitudes entre lo que ocurre en Venezuela con el escenario previo al comienzo de la guerra en su país, y culpó a Estados Unidos de querer desestabilizar al gobierno de Nicolás Maduro.

"Si el plan es uno y el ejecutor es uno, entonces es normal que los escenarios no sólo se parezcan sino que sean idénticos", dijo en entrevista con el canal Telesur. "Al principio decían que las marchas en Siria eran pacíficas, pero al ver que no se propagaron las marchas y las protestas, infiltraron en ellas a sujetos para disparar a ambas partes, lo que produjo muertos. Entonces empezaron a decir que el gobierno mataba al pueblo", agregó.

"Él (Maduro) es el primer blanco para Estados Unidos. Es algo tan obvio que no hay que pensar demasiado en ello", complementó. Assad aseguró que es normal que haya una similitud ya que es el mismo plan, y el ejecutor sería EE.UU.

"Suramérica en general y Venezuela en particular, habían constituido el patio trasero de EE.UU. durante décadas pasadas, el patio del cual los países occidentales y sobre todo Norteamérica o EE.UU. lograban sus intereses económicos a través de la influencia de las grandes trasnacionales dentro de nuestros países".

Fuente: Telesur 

venerdì 27 gennaio 2017

Hugo Chávez le 'ganó' a Trump en Twitter

Hugo Chávez: el presidente que le 'ganó' a Trump en Twitter
Por Samuel Burke, CNN

“No se preocupen. Lo dejaré cuando sea presidente. No seguiremos tuiteando. No lo creo. No en la presidencia”. Esas fueron las palabras que el entonces candidato Donald Trump pronunció ante una audiencia en abril pasado. Sin embargo, el presidente de Estados Unidos sigue publicando mensajes en Twitter, pero con un tono muy diferente ahora que está en Casa Blanca. Y, según lo que afirmó en su baile de inauguración, lo hace porque esta red social es una manera de evitar “los medios deshonestos”.

Pero Trump no fue el primer líder mundial en hacer de Twitter su medio de comunicación favorito.

El título del primer mandatario en consolidarse como un tuitero prolífico se lo llevó el expresidente de Venezuela Hugo Chávez. Los mensajes que Chávez publicaba en internet eran muy parecidos a sus declaraciones públicas: bombásticas, nacionalistas, usualmente entretenidas y ¡¡¡casi siempre terminadas con varios signos de exclamación!!! El expresidente se unió a Twitter en 2010 y usó su cuenta para publicar todo tipo de mensajes: desde órdenes políticas hasta los detalles más triviales.

venerdì 20 gennaio 2017

'El Chapo' Guzmán es extraditado a Estados Unidos

(CNN Español) – El narcotraficante mexicano Joaquín 'El Chapo' Guzmán Loera fue extraditado a Estados Unidos, este jueves. El gobierno de México informó su decisión a través de un comunicado y aseguró que el líder del Cartel de Sinaloa ya se encuentra en poder de las autoridades estadounidenses "para ser procesado por diversos delitos". Por su parte, el Departamento de Justicia de Estados Unidos informó que el narcotraficante "se encuentra en camino" hacia este país y los cargos que enfrentará están relacionados "con su liderazgo en la organización criminal mexicana conocida como el Cartel de Sinaloa". Tiene procesos en siete estados: Arizona, California, Texas, Illinois, Nueva York, Florida y Nueva Hampshire.

En 2009, Guzmán y otros líderes del grupo criminal fueron acusados de conspiración por importar más de 264.000 libras de cocaína en los Estados Unidos entre 1990 y 2005. También son señalados de compartir la información sobre rutas de droga y obtener la sustancia ilegal varias organizaciones colombianas. Las autoridades de México y Estados Unidos acordaron realizar la extradición antes de la toma de posesión del presidente electo de Estados Unidos, Donald Trump, según le informó a CNN un funcionario estadounidense.

giovedì 19 gennaio 2017

Nicolás Maduro: "Trump difícilmente será peor que Obama"

El presidente Nicolás Maduro dijo este miércoles pide a Dios que la política de Estados Unidos hacia Venezuela cambie con la llegada de Donald Trump a la Casa Blanca.

“Pido a Dios que cambie la política (del presidente Barack Obama) hacia Venezuela. Mientras, estamos aquí, firmes, libres, independientes y soberanos”, señaló el mandatario en rueda de prensa.

Maduro hizo votos para que los dos países mantengan relaciones de “respeto, altura y cooperación” durante el gobierno de Trump, que comenzará el próximo viernes. El gobernante socialista reiteró que se deslinda de la “campaña de odio” contra Trump que -aseguró- han desarrollado algunos medios internacionales. Al denunciar esa maniobra el pasado lunes, Maduro dijo que prefiere ser prudente y esperar a que el mandatario electo comience su gestión. “No nos adelantemos a los sucesos, en ese sentido yo quiero ser prudente y decir: esperemos. Peor que Obama no será, es lo único que me atrevo a decir”, subrayó Maduro, heredero de la retórica antiestadounidense del fallecido presidente Hugo Chávez (1999-2013).



Estados Unidos y Venezuela carecen de embajadores desde 2010. Las tensiones se profundizaron en 2015, luego de que Obama emitiera un decreto que considera a Venezuela una “amenaza inusual y extraordinaria” a la seguridad de su país. Maduro, que se declara víctima de un encono por parte del mandatario norteamericano, sostiene que éste deja un legado de destrucción y guerra en África y Medio Oriente, un “mundo plagado de terrorismo” y “golpes de Estado” en Honduras, Paraguay y Brasil. El presidente culpa a Estados Unidos de varios problemas de Venezuela, el más reciente, el retraso en la llegada al país de los billetes de un nuevo cono monetario que empezó a circular el pasado lunes. Además, acusa a la oposición de confabularse con el gobierno estadounidense para derrocarlo. 

AFP

mercoledì 6 aprile 2016

Lele Pons: "le ruega a Dios para que proteja a los venezolanos".

Lele Pons, la octava persona más seguida del mundo en Internet. 
YENISBEL MOMBLAN LUGO - El Mundo

El evento anual Hispanicize 2016 le otorgó el premio Latinovator por su historia de éxito.

A sus escasos 15 años comenzó a utilizar Vine, la aplicación comprada por Twitter en 2012 para crear vídeos cortos en forma de loop. Cuatro años después, la cuenta de Eleonora Pons , se convertía en la octava más seguida del mundo con más de 10 millones de seguidores y sus vídeos han sido vistos más de 7 mil millones de veces. Lele Pons, como se le conoce en las redes, es una latina de corazón y alma. Por eso su cuenta en Vine distingue con el eslogan "Latina y Orgullosa". Nació en Venezuela y con cinco años se mudó a Miami con su familia. Entretenida, cordial y muy atrevida es la chica de 19 años que lidera Internet con su frase: "Do it for the Vine". El pasado año la revista Time la reconoció entre los 30 adolescentes más influyentes de 2015 y como una de las 10 latinos estrellas del mundo Vine."Me encantan los cachitos, uso mucho la palabra 'pana', 'osea', y otras palabras que no puedo decir ahora", cuenta Pons.

El último proyecto exitoso de la venezolana es su libro "Sobreviviendo la Secundaria". En el texto relata su paso por el instituto Miami Country Day School, en Miami Shore, donde fue acosada y sufrió maltratos verbales y físicos. "Lo que me afectó más es que la gente me llamaba fea, me tiraban cosas, hasta amigas mías me hacían eso porque querían ser populares y eso era algo que hacían los populares [en la escuela]", dijo Pons. "Mi actitud fue muy diferente, me dicen que soy fea entonces me voy a arreglar para mí, tanto por fuera pero también el alma, eso me hizo más feliz. Eso te da más luz".Por contar su historia de éxito y superación a su corta edad, el evento anual Hipanicize 2016 le otorgó a Pons el premio Latinovator Award este martes. Su libro, ya a la venta en las librerías y online tendrá una gira de promoción que comenzará el 5 de abril en Miami y continuará en Los Ángeles y Nueva York. La foto de publicidad de su libro en Instagram alcanzó 36 mil likes en tres horas.

Orgullosa de sus raíces, Pons ha comentado respecto a su país que "le ruega a Dios para que proteja a los venezolanos".



giovedì 31 marzo 2016

Maduro: "Los ultimos meses de Obama son peligrosos"

Durante una reunión con sus integrantes del Congreso de la Patria, el presidente Nicolás Maduro se pronunció la noche de este miércoles y afirmó que los meses de abril, mayo y junio serán “para ganar terreno en la recuperación económica”... Destacó que su “virtud como presidente es ser independiente”. “No dependo de una embajada gringa ni de grupos. Solo dependo de una voz, la del pueblo, que se casó con la palabra de Chávez”... “Esa oligarquía será derrotada, uno detrás de otro, lo verán”, agregó.

Nicolás Maduro se refirió a la embajada de Washington señalando que se mantiene atacando al expresidente Lula Da Silva. “Atacan a los líderes revolucionarios para destruirlos, con nuevas líneas de ataque. Cuánto ha dado Lula a la humanidad”, se preguntó. “Y ahora han decretado el derrocamiento de la presidenta Dilma Rousseff, y quieren llevarla fuera de la presidencia de manera ilegal y llevarla a la cárcel, esos son los planes de la derecha y del imperialismo, del gobierno de Obama, así lo denuncio desde Venezuela, son los planes de ellos, son peligrosos estos meses finales del gobierno de Obama, y ese es el legado que va a dejar, un legado antilatinoamericano, lleno de caos, violencia y terrorismo, de muerte”.

Aseguró que “muy pronto” el vicepresidente Aristóbulo Istúriz viajará a Brasil para “llevar su solidaridad a Lula y Dilma”.

martedì 22 marzo 2016

"El hombre que mató a Chavéz hoy es un testigo protegido en Estados Unidos”.

La abogada, escritora e investigadora Eva Golinger ha cuestionado repetidamente las circunstancias sospechosas que rodean la muerte del presidente de Venezuela, Hugo Chávez. “La enfermedad cancerosa de la que Chávez sufrió fue inusualmente agresiva y sospechosa, y cada día se convierte más en una evidencia de que es posible que Chávez fue asesinado”, escribe Golinger en su blog para RT. “Todo lo que Washington estaba tratando de lograr durante el Gobierno de Hugo Chávez hoy en día se está realizado en su ausencia”, añade, refiriéndose a los posibles autores de la muerte del líder bolivariano.

La periodista también presta atención a una de las personas más cercanas a Chávez, el jefe de la guardia presidencial, Leamsy Villafaña Salazar, y sus posibles vínculos con la muerte del mandatario, que se hacen más y más evidente con “solo saber que uno de sus edecanes más cercanos durante años, quien estuvo a solas con él y quien le llevaba su comida, su café, su agua, hoy es un testigo protegido en Estados Unidos”. “Las acciones ocultas de Leamsy Salazar y su íntima colaboración con las agencias de inteligencia de Washington pronto se darán a conocer”, afirma la investigadora. Mientras tanto, en su artículo para la Fundación de la Cultura Estratégica el periodista y escritor Nil Nikandrov se ha adentrado en el tema de la relación entre la inteligencia estadounidense y exguardia de alto rango venezolano y su rol en la muerte de Chávez.

www.trebolviral.com

lunedì 29 febbraio 2016

To know more about Hugo Chávez, the political model of Donald Trump.

THE THREAT - 86'
a documentary film by Luca Bellino and Silvia Luzi

DAVID DI DONATELLO 2008 / Nomination Best Documentary
NEW YORK YOUNG FILMAKERS PRIZE / Best Documentary
FESTIVAL DEL DOCUMENTARIO D'ABRUZZO / Best Documentary
FESTIVAL DE CINE DE BOGOTA'
ONE WORLD FILM FESTIVAL
JIHLAVA DOCUMENTARY FILM FESTIVAL

broadcasted by Rai3 (Italy), Current Tv (Italy), NHK (Japan), TV4 (Sweden and Finland).

“Hugo Chávez and the Bolivarian Revolution are the greatest threat since the time of the Soviet Union and communism”. Doctrine for Asymmetric War Against Venezuela,  U.S. Army, 2006
This is the starting point for a journey across the country which gave rise to the red wave in Latin America. Does Venezuela represent the dream of a new socialist society or is it just another distortion of populism and dictatorship? 
A trip with President Chávez over the largest oil reserve in the world, situated beneath the Orinoco river, becomes the occasion in which to enter into the lives of Venezuelans, nine years after the beginning of the Bolivarian revolution. The government missions to fight illiteracy and hunger, the creation of a public health care system and the development of an economy based on cooperative work are some of the achievements which characterize the Chávez era.
On the other hand are the country’s 60 violent deaths a week and its collapsing hospitals, the closure of the most popular television channel, the old European immigrants in flight, the opposition black list and the ubiquitous government propaganda.

Venezuela en route to socialism: is this still possible in our post-ideological times?

domenica 28 febbraio 2016

María Celeste Arrarás enmudece a Donald Trump

La cadena hispana Telemundo participó por primera vez en el debate Republicano realizado en la Universidad de Houston, donde los candidatos Marco Rubio, Donald Trump y Ted Cruz, no dejaron nada en pie. Aunque lo más comentado en redes sociales fue que la presentadora hispana, María Celeste le dijera al candidato Trump, “déjeme terminar por favor”, ya que no la dejaba formular la pregunta. Los insultos y acusaciones entre los candidatos no pararon, sobre todo cuando se concentraron en inmigración y el voto hispano. La presentadora de Al Rojo Vivo brilla con preguntas sobre inmigración y otros temas a candidatos presidenciales durante el debate republicano.

Fue una noche de peleas y todos lo esperaban. Con 155 delegados, Texas es el premio mayor del Súper Martes (1 de marzo) y los tres candidatos que lideran las encuestas lo apostaron todo. María Celeste Arrarás, fue parte del grupo de panelistas de este debate, el único del actual ciclo primario en el que se abordaron temas latinos de manera específica. María Celeste le recuerda a Donald que había dicho que amaba la cadena Telemundo luego de que el candidato asegurara que no les creía nada de los que dijeran, más tarde la presentadora formula otra pregunta pero Trump insiste en interrumpirla obligándola a pedirle que la dejara terminar la pregunta. En pocas palabras deja callado al candidato a la presidencia de Estados Unidos.


giovedì 25 febbraio 2016

Donald Trump, naciò el Chávez gringo

El ascenso político de Donald Trump en Estados Unidos se suma a la ola de populismos de derecha que están viviendo los países del primer mundo y guarda ciertas similitudes con el surgimiento del chavismo en Venezuela, aseguró el analista Emilio Nouel. Nouel atribuyó el meteórico ascenso de Trump, un magnate inmobiliario y celebridad mediática, a la paranoia que existe en el primer mundo contra el terrorismo islámico, la inmigración y la actual crisis económica. "Pareciera que tanto en Europa como en Estados Unidos han surgido figuras xenofóbicas y hasta racistas, todo tiene como trasfondo la crisis de los refugiados sirios, el temor a la inmigración y la crisis económica", explicó Nouel. El catedrático de la privada Universidad Metropolitana (Unimet), de Caracas, sostuvo que "todo pareciera indicar que Trump será el candidato presidencial republicano", ya que ha ganado tres de las cuatro primarias que se han celebrado hasta el momento.

Nouel resaltó que el ascenso de Trump marca un contraste con la llegada al poder del presidente Barack Obama, quien hace ocho años se convirtió en el primer mandatario afroamericano de Estados Unidos, mientras que Trump representaría un aparente retroceso. "Con Obama parecía que se marcaba un hito en el cambio cultural de Estados Unidos por lo que significó la llegada a la Casa Blanca de un afroamericano, pero con Trump preocupa que haya renacido esa visión de rechazo a las minorías, en especial a lo latino", resaltó el analista. Para Nouel, una posible llegada al poder de Trump podría ser una buena noticia para el presidente venezolano, Nicolás Maduro, quien podría utilizar al magnate como blanco de su discurso paranoico y anticapitalista. "Para el discurso paranoico y de buscar enemigos externos como el del gobierno venezolano, un tipo como Trump sería ideal", explicó Nouel, tras recordar que Venezuela atraviesa una profunda crisis de escasez e inflación.

La actual crisis económica y social venezolana, sostuvo Nouel, tiene su origen en la elección en 1999 del fallecido presidente Hugo Chávez, un líder "populista" que con su sueño de crear un modelo "socialista" casi llevó a la quiebra a Venezuela. Pese a que Chávez y Trump se encuentran en extremos políticos aparentemente opuestos, Nouel subrayó que "la esencia" de ambos es parecida, porque en el fondo son personajes con una naturaleza intolerante y antidemocrática. "A pesar de estar en extremos políticos distintos, la esencia de personajes como Trump y Chávez es parecida porque es el mismo discurso intolerante, paranoico y en el fondo, antidemocrático", manifestó el internacionalista. Sin embargo, Nouel se mostró escéptico sobre las posibilidades presidenciales del multimillonario personaje, al precisar que "la verdad veo muy difícil que Trump llegue a ser presidente porque es un hombre que genera mucho rechazo entre la población", concluyó.

www.informador.com.mx

martedì 16 febbraio 2016

Estados Unidos autorizó hasta 110 vuelos diarios a Cuba

Estados Unidos y Cuba darán este martes un nuevo paso en su reaproximación, con la firma de un entendimiento sobre aviación civil que autoriza nada menos que hasta 110 vuelos regulares diarios a La Habana y otros nueve destinos en la isla. De acuerdo con funcionarios de los departamentos de Estado y de Transportes, las autoridades locales comenzarán de inmediato el proceso de invitación a las empresas aéreas estadounidenses interesadas en operar esas frecuencias, y esperan atribuir los destinos ya en el próximo verano boreal. Luego de un año de negociaciones, los dos países estamparán su firma este mismo martes en un documento de entendimiento en La Habana, que representa uno de los más efectivos pasos en la reaproximación entre los dos países después de medio siglo de ruptura. 

El documento negociado prevé la autorización de vuelos regulares "entre cualquier ciudad de Estados Unidos y cualquier ciudad en Cuba" siempre que esté dotada de infraestructura para vuelos internacionales. 
"Inicialmente, las empresas estadounidenses serán autorizadas a volar 20 frecuencias regulares diarias a La Habana, el mayor mercado, y es importante recordar que el nivel actual es cero", dijo Thomas Engle, subsecretario de la división de Transportes en el Departamento de Estado. Al mismo tiempo, esas empresas estarán autorizadas a realizar "diez vuelos regulares diarios a cualquier otra ciudad en Cuba que tenga un aeropuerto abierto al servicio internacional", añadió. 

Por el momento, las autoridades estadounidenses incluyeron en el entendimiento a los aeropuertos de Camagüey, Cayo Coco, Cayo Largo, Cienfuegos, Holguín, Manzanillo, Matanzas, Santa Clara y Santiago de Cuba. Además, explicó el funcionario, las autoridades cubanas analizarán "futuros pedidos de Estados Unidos para aumentar este nivel de servicio. Los dos gobiernos reafirman así su compromiso de fortalecer su cooperación en cuestiones de seguridad aeronáutica". El entendimiento a ser firmado entre los dos países formalmente abre la puerta a que Cubana de Aviación pueda operar en el futuro vuelos a destinos en Estados Unidos, pero las autoridades locales coinciden en apuntar que eso no ocurrirá de momento. 

"El servicio hacia y desde Estados Unidos por parte de aeronaves cubanas aún deberá obtener licencias del Departamento del Tesoro, y la división de Seguridad del Departamento de Comercio y cumplir normas del Departamento de Transporte que no son específicas para Cuba", dijo Brendon Belford, responsable del sector de Aeronáutica en el departamento de Transporte. 

"Por eso no anticipamos que vaya a haber aeronaves de propiedad cubana sirviendo destinos en Estados Unidos en un futuro próximo". 
Belford dijo que el Departamento del Tesoro abrirá ya esta semana el proceso de invitar a las empresas aéreas a presentar los documentos para una eventual atribución de frecuencias. "Las empresas tendrán 15 días para presentar sus pedidos en caso de que quieran servir a La Habana y los otro nueve aeropuertos", dijo. 
De acuerdo con Belford, las autoridades del sector "estarán en condiciones de tomar una decisión final en el verano (boreal), en términos de cuáles empresas y cuáles ciudades estadounidenses tendrán servicio hacia Cuba".

Por el momento, añadió, las autoridades carecen de datos concretos sobre la demanda específica de los nueve destinos autorizados con excepción de La Habana, pero explicó que "por eso no tenemos un período límite para alcanzar la fase inicial de 10 vuelos diarios". 

En la ceremonia de firma del entendimiento este martes en La Habana la delegación estadounidense estará encabezada por el secretario nacional de Transportes, Anthony Foxx, y el subsecretario de Estado para Asuntos Económicos, Charles Rivkin. Los vuelos comerciales entre Cuba y Estados Unidos fueron cancelados hace 53 años, pero desde mediados de los años 70 están autorizados los vuelos chárter bajo condiciones. Esos vuelos charter podrán seguir operando, informaron las autoridades locales. En julio pasado, Estados Unidos y Cuba reabrieron formalmente sus respectivas embajadas, y los dos países ahora están empeñados en el largo y difícil proceso de normalización completa de sus relaciones bilaterales. Debido al embargo económico y financiero adoptado por Estados Unidos hace medio siglo, los viajes de turismo de ciudadanos estadounidenses a Cuba continúan prohibidos, aunque el Departamento del Tesoro creó 12 categorías específicas de viajeros a los que puede extender permisos excepcionales. 

Washington, EE.UU. AFP

lunedì 28 dicembre 2015

Revista Time nombró a Lele Pons una de los adolescentes más influyentes del mundo

Eleonora Pons, conocida en Internet como Lele Pons, es una estudiante de secundaria venezolana, residenciada en Miami, gracias a su proyección en las redes sociales con solo 19 años, la revista Time la ha elegido como uno de los adolescentes más influyentes del 2015.

Lele Pons comenzó a hacerse famosa con sus videos de seis segundos en la red social VINE, de donde sale la frase "Hazlo por el VINE", que resume su filosofía: cualquier cosa que de risa, puede servir para un video, como pesadas bromas a tu familia, amigos o desconocidos a riesgo de recibir un manotazo por ello.





EL NACIONAL