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venerdì 19 giugno 2015

Il Papa, Maduro e l'eco-socialismo

Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro saluta l'enciclica di Papa Francesco 'Laudati si' con queste parole: 
"Ci sono le basi di una nuova ecologia del mondo, di un nuovo ambientalismo cristiano. Papa Francesco, in Venezuela lo chiamiamo con le parole di Chavez, eco-socialismo, e lo stiamo costruendo. 

Dal vertice di Copenaghen abbiamo alzato le bandiere affinché cambi il sistema consumistico e predatorio. Riceviamo questo schiaffo anche se non siamo consumisti e predatori." 




lunedì 17 febbraio 2014

Videomessaggio di Leopoldo López: "Manifestazione martedì 18"



Ricercato dalla polizia, Leopoldo López si ripresenta in pubblico con un videomessaggio pubblicato su youtube.
Il leader di Voluntad Popular ha convocato una marcia per martedì 18 febbraio che partirà da Piazza Venezuela e arriverà al Ministero degli Esteri, Giustizia e Pace.

"Mi sono preso dei giorni per pensare, stare con la mia famiglia e prendere la decisione migliore. Continuerò a lottare in strada insieme al mio popolo. Arriveremo al Ministero che è diventato il simbolo della repressione, della persecuzione e delle torture."

Nel frattempo il Presidente Maduro ha espulso dal Venezuela 3 funzionari del consolato degli Stati Uniti, accusati di aver incontrato gli studenti protagonisti delle manifestazioni del 12 febbraio.


giovedì 13 febbraio 2014

Maduro "Colpo di Stato! Catturate Leopoldo López". 3 morti e 28 feriti a Caracas.

È salito a tre il numero delle persone uccise ieri in Venezuela nelle proteste contro il presidente Nicolas Maduro. Nella notte un manifestante è stato colpito con un’arma da fuoco nel quartiere Chacao di Caracas, ha fatto sapere il sindaco del distretto Ramon Muchacho. 
Prima uno studente di 24 anni era stato ucciso nel centro della capitale da un proiettile alla testa, sparato sulla folla da alcuni sostenitori del governo arrivati in moto sul sito delle proteste inscenate da studenti, che si stavano scontrando con la polizia. La terza vittima è uno dei leader del collettivo 23 gennaio, gruppo filo-governativo, il cui soprannome è Juancho. Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea nazionale, ha detto che il «rivoluzionario» Juancho è stato «vilmente assassinato da fascisti», ma non ha dato alcun dettaglio sulle circostanze del decesso. La calma è ritornata nella città intorno a mezzanotte. Nelle ultime settimane il Venezuela è stato investito da un’ondata di proteste organizzate da studenti, che accusano il governo di fallimenti nella gestione dell’economia, nonché dell’aumento della criminalità e mancato rispetto dei diritti umani...
CORRIERE DELLA SERA - 13 febbraio 2013


Caracas.- La captura del líder fundador de Voluntad Popular (VP), Leopoldo López, por su presunta responsabilidad en los incidentes violentos ocurridos en Caracas el día de ayer fue ordenada.

En horas de la noche de este miércoles, la jueza 16 de Control de Caracas, Ralenys Tovar Guillén, aceptó la petición que le hiciera el Ministerio Público (MP) para detener al exalcalde de Chacao y ordenó al Servicio Bolivariano de Inteligencia (Sebin) aprehenderlo y allanarle su residencia, aseguraron fuentes judiciales.

En la orden número 007-14 la funcionaria manda capturar a López para ser procesado por un rosario de delitos que van desde asociación para delinquir, instigación a delinquir, intimidación pública, incendio a edificio público, daños a la propiedad pública, lesiones graves, homicidio y terrorismo.

Por las mismas razones la funcionaria también ordenó capturar y que le sea allanada la residencia a "Esteban Gerbasi", aunque los confidentes aseguraron que la Jueza erró pues debía adoptar tal medida contra Fernando Gerbasi, quien fuera embajador en Colombia.

La decisión contra López se produce horas después de que el presidente de la Asamblea Nacional, Diosdado Cabello, lo responsabilizara a él de los hechos violentos ocurridos ayer al finalizar la marcha opositora y en el que murió Juan Montoya, un miembro de un colectivo del 23 de Enero, así como el estudiante Bassil Alejandro Da Acosta.
 
JUAN FRANCISCO ALONSO |  EL UNIVERSAL
jueves 13 de febrero
 

martedì 20 agosto 2013

Chavismi. Riso importato dagli USA. Gli agricoltori yankees ringraziano il socialismo.

New York, 19 ago. (TMNews) – Gli agricoltori statunitensi ringraziano il socialismo venezuelano. Il paradosso è evidenziato dal Wall Street Journal, che dedica un articolo ai profitti in rialzo per i produttori di riso – e non solo – che stanno beneficiando delle politiche socialiste adottate del presidente Hugo Chavez, grande critico del capitalismo e “dell’imperialismo” statunitense. Un’eredità paradossale della rivoluzione – ora sulle spalle del successore, Nicolas Maduro – iniziata 14 anni fa, con la nazionalizzazione delle grandi aziende agricole, la ridistribuzione dei terreni e il controllo sui prezzi alimentari, come strategia per aiutare i più poveri.
Una politica, però, che ha trasformato il Venezuela da Paese esportatore a importatore di riso. Lo stesso è avvenuto anche per acciaio, zucchero e altri beni, la cui produzione è calata al di sotto delle necessità nazionali. Fino a poco tempo fa, il Venezuela era largamente autosufficiente per carne bovina e caffè; ora li importa entrambi. 
 
 

U.S. Rice Farmers Cash In On Venezuelan Socialism

by Sara Schaefer Munoz 

STUTTGART, Ark.—Steve Orlicek, a rice farmer here, is living the American dream. He owns a thriving business; he vacations in the Bahamas.
His good fortune springs from many roots, including an unlikely one: He is a prime beneficiary of the socialist economic policies of Hugo Chávez, Venezuela's late president and critic of what he called U.S. "imperialism."

It is a paradoxical legacy of Mr. Chávez's self-styled socialist revolution that his policies became a moneymaker for the capitalist systems he deplored. During his 14 years in power, he nationalized large farms, redistributed land and controlled food prices as part of a strategy to help the poor.
But these policies turned Venezuela from a net exporter to a net importer of rice—from farmers like Mr. Orlicek. "The rice industry has been very good to us," Mr. Orlicek said, sitting in his newly renovated home, appointed with a baby grand piano played by his wife, Phyllis...

mercoledì 3 luglio 2013

Maduro: "Oliver Stone farà un altro film su Chávez". Ma lui non ne sa nulla.

ÚN | AFP.- El director estadounidense Oliver Stone no está realizando "una nueva película" sobre la vida de Hugo Chávez, como dijo el presidente venezolano Nicolás Maduro, sino un corto con tomas eliminadas de su documental sobre la izquierda latinoamericana, dijo el martes la agente del cineasta.

"Oliver Stone no está haciendo una película sobre Chávez", dijo a la AFP en Los Ángeles Susan Arons.

El autor de "Pelotón" está trabajando en "el ensamblaje de escenas grabadas de Chávez, que descartó durante la edición del documental 'Al sur de la frontera', para un cortometraje que saldrá como apéndice (del documental) en el primer aniversario de su muerte", explicó Arons.

Chávez falleció el 5 de marzo a los 58 años, víctima del cáncer, cinco meses después de ser reelegido para un tercer mandato de seis años.

Su sucesor Nicolás Maduro había dicho el 21 de junio, tras un viaje a París:

"Oliver Stone está haciendo una película muy hermosa sobre nuestro comandante Hugo Chávez. Una nueva película sobre el comandante Hugo Chávez que seguramente en los próximos meses él terminará", dijo Maduro en un acto en el estado de Lara (noroeste de Venezuela) transmitido por la televisión oficial.



Stone -ganador de tres premios Óscar por "Expreso de medianoche" (1978), "Pelotón" (1986) y "Nacido el 4 de Julio" (1989)- fue un ferviente admirador de Chávez, que lideró la denominada "revolución bolivariana" en Venezuela y fue un duro crítico del "imperialismo norteamericano".

En 2009, Stone dirigió el documental "Al sur de la frontera", sobre el surgimiento de una nueva izquierda en Latinoamérica y para la cual entrevistó a Chávez y a los presidentes de Bolivia, Evo Morales; Cuba, Raúl Castro; Ecuador, Rafael Correa; y de Brasil, entonces Luiz Inácio Lula da Silva, entre otros.

martedì 21 maggio 2013

I destini del M5S si incrociano ancora con Chavez...

Gianluca De Martino, 21 maggio 2013

Luciano Vasapollo con Nicolas Maduro.


Non si farà chiamare ideologo e nemmeno guru, visto com'è finita con il professor Becchi. Luciano Vasapollo, 58 anni a settembre, docente universitario all'Università Sapienza, è una new entry tra i consulenti del Movimento 5 stelle.

I suoi studi sul reddito sociale minimo sono una base per la stesura di una proposta di legge parlamentare sul reddito di cittadinanza. Ma c'è qualcos'altro che lo lega al movimento. I destini di Vasapollo e dei grillini si sono incrociati sulla strada di Hugo Chavez. Il professore cura per la Sapienza le relazioni internazionali con i Paesi dell'Alba, l'alleanza bolivariana per l'America Latina e il Caribe, è un sostenitore del modello venezuelano così come Bartolomeo Pepe, senatore del M5s con un sogno nel cassetto: portare Chavez a Napoli per una grande conferenza sul suo modello di sviluppo e sulla critica al capitalismo. Un sogno infranto dalla grave malattia che ha colpito Chavez, scomparso lo scorso 5 marzo...









mercoledì 17 aprile 2013

Il Venezuela di Capriles marcia in tutto il mondo. In Italia a Milano.


In molte capitali europee e nordamericane sono previste manifestazioni di appoggio alla marcia dell'opposizione prevista per questa mattina a Caracas davanti al CNE (Consiglio Nazionale Elettorale) e non autorizzata dal Presidente Maduro. 

In Italia l'assembramento è previsto a Milano alle 14 in Piazza del Duomo, già sede di altre manifestazioni contro Hugo Chavez nel passato. 





martedì 26 marzo 2013

NYT: "Chávez. Mascherato da liberatore".

(MAURICIO LIMA FOR THE NEW YORK TIMES)


Dressed Up as a Liberator - 22/03/2913 - NYT weekly

by ROGER COHEN

LONDON — Hugo Chávez, a 21st-century socialist god destined to loom over his country the way his 20th-century communist predecessors from Moscow to Beijing do, was a self-styled man of the people. He rose to power in Venezuela, and won election after election there, as the embodiment of the humble mestizo challenging the entrenched privilege of the bourgeois oligarchy.
The inefficiency of the Chávez regime was prodigious — he contrived to leave his country’s finances in a shambles despite riding soaring oil revenues — and he enriched his revolutionary coterie through sweet deals, but his attachment to the cause of “el pueblo” (not least their health and education) remained the core of his appeal.
And yet this man of the left and the people could scarcely find a dictator he did not find seductive. He was a strong supporter of Bashar al-Assad, the Syrian despot whose ruthlessness has cost the lives of 70,000 of his own people. He backed Muammar el-Qaddafi of Libya to the last. He sided with Robert Mugabe in his despoilment of the Zimbabwean people. When millions of Iranians rose in 2009 to protest a stolen presidential election, Chávez stood firmly with Mahmoud Ahmadinejad as the uprising was suppressed with great brutality. Given a choice between British liberalism and Belarussian repression, Chávez did not hesitate.
Of course, Chávez was also the staunch ally of Fidel Castro, his Latin American mentor, but with Castro he at least shared socialist ideas as well as a web of economic interests, including an original oil-for-doctors exchange. With other dictatorial buddies he had little in common, at least on the surface.
But of course there was a unifying ideology at work here that outweighed Chávez’s professed embrace of popular will: A shared determination to confront and resist the United States and its allies in all their manifestations. Chávez was the anti-American ideologue par excellence. I once listened to him for hours in Caracas as he wove an endless but intermittently spellbinding speech around the theme of the predatory cowboy up north.

mercoledì 13 marzo 2013

Viale Hugo Chavez con statua. A Minsk.

(ANSA) - MOSCA, 12 MAR - Minsk dedichera' una via al defunto leader venezuelano Hugo Chavez. Lo ha deciso il Comune della capitale bielorussa. La via in questione si trova in periferia e fu visitata da Chavez in occasione di una delle sue visite nell'ex repubblica sovietica. Minsk rendera' omaggio all'ex presidente venezuelano anche con un busto nel 2014, quando avrebbe compiuto 60 anni. Per la sua morte, la Bielorussia aveva proclamato tre giorni di lutto e bandito i programmi di intrattenimento in tv.


martedì 12 marzo 2013

Hugo Chávez e i Sukhoi



estratto da LA MINACCIA di Silvia Luzi e Luca Bellino - 86' / 2008

La legge di Caracas non perdona i giornalisti RAI.

LA VOCE D'ITALIA -  Caracas 
Brutta avventura per la troupe della Rai 
 11 marzo 2013  

CARACAS: Tanti i giornalisti che sono arrivati a Caracas per seguire il funerale del Presidente Chávez e analizzare le conseguenze che la perdita avrá per il paese e per il resto dell’America Latina. Dall’Italia sono arrivati i giornalisti Duilio Giammaria di Rai Uno e Liana Mistretta di Rai News. In questi giorni hanno realizzato vari reportage anche in zone che noi consideriamo “rosse” per incontrare persone di ogni tipo e capire, da dentro, la nostra realtá. Purtroppo però neanche a loro è stato risparmiato un brutto incontro con la malavita che rende tanto difficile la nostra vita quotidiana. A pochi metri dagli uffici della Voce d’Italia il giornalista di Rai Uno Giammaria stava facendo alcune riprese esterne quando due malviventi in moto gli hanno puntato la pistola e gli hanno tolto la cinepresa. Per fortuna Giammaria, che è stato inviato anche in Afganistan,  non si è lasciato prendere dal panico e il brutto incontro non ha avuto peggiori conseguenze.  Al collega va la solidarietá della nostra redazione.

domenica 10 marzo 2013

Don Gallo canta "El Pueblo Unido" per salutare Chavez.


 
(ANSA) - GENOVA, 10 MAR - ''Oggi siamo qui per fare memoria di un grande statista sudamericano. Lo saluto come un fratello, un grande compagno di strada''. Cosi' Don Andrea Gallo, ha ricordato oggi Hugo Chavez, durante la messa celebrata nella chiesa di San Benedetto al Porto, a Genova. ''Chavez - ha aggiunto - e' stato una grande forza per trovare la via della liberazione. Ha saputo unire varie culture nella lotta al capitalismo, difendendo il Venezuela che fa gola per i giacimenti petroliferi''.








martedì 18 dicembre 2012

23 Stati a 20. Chavez vince anche da Cuba.

CARACAS - Alle regionali di ieri in Venezuela il Psuv, il partito socialista guidato da Hugo Chavez, si e' imposto in 20 dei 23 stati del Paese, mentre l'opposizione e' riuscita a conservare Miranda, il secondo Stato piu' importante della nazione, dove ha vinto il leader 'antichavista' Henrique Capriles. A dare i risultati e' stata Tibisay Lucena, presidentessa del Consiglio nazionale elettorale (Cne).

Le elezioni di ieri sono le prime negli ultimi 14 anni senza la partecipazione, ne' la presenza nel paese, di Chavez (58 anni), che lo scorso martedi' e' stato sottoposto a Cuba alla sua quarta operazione contro il cancro. Il governo ha nelle ultime ore reso noto che dall'Avana il leader 'bolivariano' ha seguito le elezioni e che le sue condizioni di salute stanno ''evolvendo positivamente''. Nonostante la lontananza di Chavez, il Psuv e' quindi riuscito a imporsi in quasi tutti gli stati. ''Il Venezuela e' piu' 'chavista' che mai'', sottolinea l'agenzia ufficiale Avn. Il partito socialista ha perso invece a Miranda, dove si e' svolto il duello chiave della giornata. Capriles (40 anni), governatore uscente, e' riuscito a battere l'ex vicepresidente Elias Jaua, uno degli uomini più influenti del Psuv: rimane cosi' alla guida dello stato e si rafforza quale leader del Tavolo dell'unita' democratica (Mud), del quale fanno parte una ventina di partiti 'antichavisti'. Capriles era stato sconfitto da Chavez alle elezioni presidenziali dello scorso 7 ottobre. Per lui era quindi fondamentale rimanere governatore di Miranda, altrimenti la sua leadership sarebbe stata messa in discussione delle diverse forze del Mud. Ci e' riuscito, visto che - secondo i dati del Cne - ha avuto il 50,3% dei voti, a fronte del 46,1 di Jaua. Al di fuori di Miranda, ai candidati del Mud e' invece andata male un po' dappertutto. Gli uomini del Psuv hanno infatti vinto in 20 dei 23 stati, tra i quali Zulia, il piu' ricco e popolato dell'intero paese, strappando all'opposizione anche Carabobo, Gtachira e Nueva Esparta. (ANSA). Nacional Electoral (CNE).

martedì 14 luglio 2009

Ecco il film su Chavez «censurato» dalla Rai



Ecco il film su Chavez «censurato» dalla Rai

(6 luglio 2009) - Corriere della Sera

ROMA - Come mai un film nuovo e pluripremiato viene acquistato da una tv e mai trasmesso? Se lo chiedono Silvia Luzi e Luca Bellino, autori di La Minaccia. Il film, che racconta i 6 mesi di campagna elettorale per la presidenza «illimitata» chiesta da Hugo Chavez, viene presentato oggi fuori concorso al Roma Fictionfest. «In Italia i diritti tv - spiega Luzi - sono stati acquisiti da Raiuno che li ha fatti scadere senza mai trasmetterlo. Dopo oltre un anno di embargo pensiamo che La Minaccia presenti una lettura critica del socialismo di Chavez che non coincide con gli interessi economici che l' Italia ha in Venezuela». Nell' ultimo anno il film è stato presentato in 40 festival, trasmesso da diverse tv e presentato in Commissione Europea a Bruxelles. Ora i diritti sono stati acquistati da Current (canale 130 di Sky) che lo trasmetterà a settembre.



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