giovedì 23 gennaio 2020

THE PREY | Silence in the Name of God | FULL DOCUMENTARY

Italy is the symbol of the Catholic Church. Vatican City, the smallest independent state in the world, is situated right in the heart of Rome. The Holy See is the sovereign of Vatican City and it is an absolute monarchy under the Pope. Italy is the country which is conditioned more than any other by the presence of the Church: political, social and economic choices, as well as everything else in Italy, are deeply influenced by the Church. The pedophilia scandal that involved the Catholic clergy in the entire world didn’t really blow up in Italy.

In this exclusive documentary we explore the darkest secrets inside the Vatican. We witness the prevailing culture of secrecy and fear that leads Catholic bishops to place the interests of the Vatican Church ahead of the safety of children. We see that even the most vulnerable of children are not spared. Justice can never be fully carried out for the victims; the only hope that remains is that no child will ever again be abused within the boundaries of the church.


domenica 19 gennaio 2020

Maduro: "Pronto al dialogo con Trump"

"Se c'è rispetto tra i governi, non importa quanto siano grandi gli Stati Uniti, se c'e' dialogo, scambio di informazioni veritiere, possiamo essere sicuri di poter formare un nuovo tipo di relazione". Così Nicolas Maduro, in un'intervista al Washington Post, la prima ad una testata americana da quasi un anno, apre al dialogo con l'amministrazione Trump che il 23 gennaio dello scorso anno ha riconosciuto come legittimo presidente del Venezuela il leader dell'opposizione Juan Guaidò, mossa seguita poi da una sessantina di Paesi.

"Una relazione di rispetto e dialogo porta ad una situazione di vantaggi per entrambi" ha continuato Maduro che rivendica di avere ancora il controllo del Venezuela nonostante il tentativo, ormai lungo un anno, dell'opposizione, sostenuta dagli alleati di Washington, di rovesciare il suo governo. Ma ora l'erede di Hugo Chavez sembra indicare che, secondo lui, sia arrivato il momento di un cambio di passo. "Una relazione basata sullo scontro porta sconfitte per entrambi", ammonisce, suggerendo che le compagnie petrolifere Usa avrebbero enormi vantaggi se Donald Trump sollevasse le sanzioni al Venezuela, Paese Opec, e premesse il bottone del 'reset' delle relazioni tra i due Paesi, sottolinea il Post.

ADNKRONOS / 19012020

mercoledì 8 gennaio 2020

Liam Neeson visita i rifugiati venezuelani

L'attore irlandese Liam Neeson, che è ambasciatore di buona volontà dell'Unicef, ha visitato i rifugiati venezuelani accolti in una struttura abitativa a Pacaraima, città al confine del Brasile con il Venezuela: lo rende noto il portale Uol. Piuttosto timido, Neeson è stato fotografato mentre abbracciava alcuni bambini venezuelani con i quali ha anche danzato. L'attore di 67 anni è diventato ambasciatore dell'Unicef ne​l 2011. Nel 2016 è andato nel più grande campo profughi del mondo, vicino al confine siriano.


L'Onu stima che ci siano circa 240 mila venezuelani in Brasile (circa 500 nuovi migranti al giorno). Ma il numero totale di rifugiati venezuelani in altri Paesi supera un totale di tre milioni di persone, secondo l'Onu, la maggior parte dei quali si trova in Colombia e Perù. A dicembre il Brasile ha concesso lo status di rifugiati a 21.432 venezuelani contemporaneamente. La decisione è stata presa dal Comitato nazionale per i rifugiati per la gravità della situazione dei diritti umani in Venezuela.


(ANSA 08-01-2020)

sabato 4 gennaio 2020

Exclusive: Venezuela's PDVSA Cedes Oilfield Operations to Foreign Firms

(Reuters) - Venezuelan state company PDVSA is letting some joint venture partners take over the day-to-day operation of oilfields as its own capacity dwindles due to sanctions and a lack of cash and staff, according to a former oil minister, an opposition lawmaker and industry sources.

Crude production by PDVSA and its joint ventures has fallen to about a third of its peak 20 years ago. The steepest fall has occurred since military officials with no oil industry experience took over PDVSA's management in late 2017 and Washington imposed sanctions on the state-run company in early 2019 in a bid to oust socialist President Nicolas Maduro.

Maduro's government and the opposition last year discussed allowing partners in PDVSA-led joint ventures to operate the oilfields, which would reverse a legal requirement that PDVSA control the operations. That could give Maduro more breathing room by encouraging fresh investment in PDVSA's operations, potentially boosting oil revenues. However, it would be controversial after late President Hugo Chavez, an iconic figure to many Venezuelans, made nationalization a flagship policy.

Jan. 4, 2020, 5:51 a.m. ET - REUTERS (NYT)

mercoledì 27 novembre 2019

Cosa resta delle telenovelas venezuelane

"L'intero paese guardava le nostre soap opera", ricorda l'attrice Carmen Julia Álvarez. Dopo più di 60 anni dalle sue memorabili interpretazioni ricorda l'età d'oro delle soap opera, quelle infinite serie televisive che sono diventate intrattenimento nazionale in Venezuela e una formula esportata in dozzine di paesi. Ma questa è una delle industrie che è stata praticamente smantellata dopo il trionfo della rivoluzione bolivariana guidata da Hugo Chávez e proseguita dal suo successore alla presidenza, Nicolás Maduro. Tuttavia, qualcosa resiste.

Nell'era di Netflix e il massiccio consumo di serie tv  on demand su internet, i sopravvissuti in quel settore venezuelano guardano controcorrente il mercato globale. José Simón Escalona, ​​vicepresidente con delega alla produzione di Radio Caracas Televisión (RCTV), ha dichiarato alla BBC Mundo: "Ora realizziamo serie più brevi, che è ciò che i nostri clienti ci chiedono di fare". Escalona è uno di quelli che ha resistito su RCTV dopo che Chávez non ha rinnovato la concessione al canale nel 2006. Successivamente RCTV ha cercato di rimanere a galla come produttore di contenuti, ma lontano da quello che era stato il suo fatturato. "Dal 2014 abbiamo iniziato a produrre serie più brevi, con 60 episodi che potevano essere suddivisi in 5 stagioni di 12 episodi", spiega Escalona. Lontano sono gli oltre 200 episodi di "Cristal", "La dama de rosa" e altri successi che hanno battuto i record del pubblico dentro e fuori il Venezuela negli anni '80 e '90. Ora la scommessa è per serie più brevi con temi e personaggi in base ai nuovi tempi.

In una delle sue produzioni più recenti, "#Eneamiga", Escalona afferma che è stata cercata una "trama molto contemporanea che corre nel mondo dei social network". L'ultima serie, che RCTV ora cerca di commercializzare, si intitola "Souls in grief" e narra di un incontro di giovani influencer in cui molti di loro muoiono misteriosamente. Ma, nonostante tentativi come questi, "non esiste più un'industria in Venezuela ed è molto difficile che riappaia nel contesto attuale", afferma Alberto Barrera Tyszka, uno dei tanti autori venezuelani che si sono fatti conoscere scrivendo soap opera. e finalmente hanno lasciato il loro paese.
Guillermo D. Olmo 
Corresponsal de BBC News Mundo en Venezuela

CONTINUA SU: BBC Mundo

mercoledì 30 ottobre 2019

Valentina Figuera gana el Miss Grand International 2019

La corona se quedó en casa, Valentina Figuera se alzó con la corona del Miss Grand International 2019, concurso de belleza que se realizaba en el Poliedro de Caracas. 

Figuera era asesorada por el ‘Zar de la Belleza’, Osmel Sousa, quien ya posee récords de triunfos en concursos de belleza. Pero además, la joven venezolana también contaba con el respaldo del preparador de misses, Esteban Velásquez. 

Esta fue la edición número siete del Miss Grand International, es la primera vez que el concurso se realiza en Latinoamérica, lo conforman candidatas de 60 países.




venerdì 18 ottobre 2019

We are Rebels | Catalonia | FULL DOCUMENTARY

In Catalonia, November 9th is an historic date; the day when the autonomous community voted in a self-organised independence referendum. We meet the "9N" activists driving the fight for independence and voting for a revolution.


"We vote 'yes' to dignity, 'yes' to independence. And we are happy to vote and proud to be a people who want to talk and want to be heard", says a woman taking part in a demonstration in Catalonia. 


The documentary is part of the 'WE ARE REBELS' series.
√ Wester Sahara: https://youtu.be/UmSziLFDZVk
√ New Caledonia: https://youtu.be/jyIza_VYwv8

sabato 21 settembre 2019

Los últimos minutos de la ‘Kim Kardashian del narco’

Claudia Ochoa Félix, apodada “Kim Kardashian del crimen organizado”, fue encontrada sin vida en una casa en Isla Musala en la ciudad de Culiacán.

Ochoa Felix se hizo famosa en las redes sociales en 2014 por publicar fotos de sí misma empuñando AK-47 rosas y doradas y bolsos de diseñador .

En ese momento, los periódicos mexicanos sugirieron que ella estaba al timón de “Los Ántrax”, un brazo armado del cártel de Sinaloa, por el que se le ha dado un segundo apodo, la “Emperatriz de Antrax”, según el informe.





domenica 15 settembre 2019

Cárteles mexicanos y tráfico de mujeres venezolanas

Venezuela es conocida por dos productos de exportación: belleza y petróleo. A medida que el país se ha derrumbado política y económicamente ambos productos han seguido siendo importantes para la supervivencia del país. El petróleo, aun con el declive de su producción, es la piedra angular de la economía, y la belleza, que en el pasado solía elevar la posición de Venezuela en los concursos internacionales, es en la actualidad una economía monetaria que está salvando a familias venezolanas de la inanición.

Con el gran fervor del país por la belleza, y los concursos de belleza que se celebran cada año para encontrar, por ejemplo, a la próxima Miss Venezuela, las mujeres hermosas son una copiosa mercancía en Venezuela que hoy está siendo explotada por bandas criminales internacionales. Los grupos de delincuencia organizada mexicanos y colombianos, que operan en Venezuela y fuera del país, buscan mujeres venezolanas debido a su reputación de apariencia exquisita y su potencial para obtener enormes ganancias como esclavas sexuales.

Hasta 2014 Venezuela era como un corredor de tránsito para mujeres traficadas de otras naciones sudamericanas. Pero en los últimos cuatro años el país se ha convertido en un productor de mujeres para el comercio sexual.

Las experiencias de las mujeres han sido catastróficas. Desde 2012 al menos 19 mujeres venezolanas que trabajaron como escorts o camareras fueron asesinadas en varios países. La cantidad de asesinatos tuvo un aumento de 200% después de 2017, cuando la crisis económica forzó a más venezolanos a emigrar a los países vecinos. Seis de cada 10 de los asesinatos ocurrieron en México, pero otros tuvieron lugar en Colombia, Perú y Ecuador. Para las mujeres la situación es grave debido a su reputación de bellas. “Llegan sin ninguna protección y son explotadas porque se les considera hermosas y vulnerables”, dijo Beatriz Borges, del Centro de Justicia y Paz, Cepaz, con sede en Caracas.

Mujeres y niñas venezolanas llegan reclutadas a México bajo falsas expectativas. Desde 2012, 10 mujeres venezolanas fueron asesinadas en varias ciudades, incluyendo la Ciudad de México. Los asesinatos ocurrieron en un momento en que miles de venezolanos llegaban al país y muchas mujeres sólo encontraban trabajo como camareras o escorts.

Sin embargo, este reportaje descubre que los cárteles mexicanos de la droga han identificado diligentemente a las mujeres venezolanas como una importante mercancía generadora de ganancias. De acuerdo con un analista venezolano, los cárteles mexicanos entendieron el valor de las mujeres venezolanas desde 2010. Cada mujer que trabaja como escort para un cártel puede tener un potencial de ingresos de hasta 200 mil dólares al año, según la contabilidad independiente de una ex escort en la Ciudad de México. Por consiguiente, desde 2010 comenzaron a aparecer noticias en los medios mexicanos detallando la presencia de mujeres venezolanas que se encontraban trabajando en bares en varios estados mexicanos...

Ana Arana
Periodista.

Este reportaje fue publicado originalmente en el sitio electrónico armando.info, plataforma especialista en periodismo de investigación.

Cómo es una noche de fiesta en Caracas - BBC Mundo

Con sus calles desiertas y mal iluminadas, Caracas muestra de noche una imagen fantasmagórica. Son pocos quienes se atreven a transitar por ella después de que se ponga el sol. Solo automóviles dispersos y peatones que aprietan el paso se distinguen en medio de la oscuridad. La crisis económica que sufre Venezuela y el peligro de moverse por una ciudad con una de las tasas de homicidios más altas del mundo han hecho languidecer la vida nocturna de una capital que un día fue una de las más vibrantes de América Latina. Pese a todo, como es lógico, aún queda gente dispuesta a divertirse por la noche en la capital de Venezuela. Y algunos lugares en los que hacerlo.


Las Mercedes, en el este de Caracas, ha sido tradicionalmente uno de los más concurridos en las noches de los fines de semana.

La joven doctora Carwin Silva ha elegido el Barriott, uno de los locales de la zona, para celebrar junto a un grupo de compañeros de su trabajo en un hospital público que les faltan solo cien días para completar su especialidad y convertirse en obstetras plenamente cualificados. Este tipo de celebraciones son muy comunes en Venezuela. Esta noche no han podido venir todos. Una de las amigas invitadas falta porque aún convalece de una operación de cirugía estética en la nariz.

Pese a las dificultades económicas, aún mucha gente se las arregla para pasar por el quirófano y mejorar su apariencia. Y también obviamente para tomarse unos tragos. "Venimos aquí sobre todo por la seguridad, porque aquí sabemos que nadie nos va echar nada en la copa, ni va a ocurrir nada malo", asegura Carwin en uno de los pocos ratos en los que deja de bailar. Barriott es una discoteca con restaurante y varios ambientes a cuya entrada se congrega gente bien vestida y camionetas de alta cilindrada. También hay grupos de niños que revolotean en torno a los grupos de noctámbulos pidiendo limosna. A la entrada, se pasa un control de seguridad. Un hombre registra concienzudamente a los varones. Una mujer hace lo mismo con ellas. La seguridad es casi una obsesión. Dentro hay bastante público y el ambiente es animado...

"Aquí la gente sigue viniendo. Para tomar, siempre encuentran dinero".

Guillermo D. Olmo (@BBCgolmo)
Corresponsal de BBC News Mundo en Venezuela



domenica 28 luglio 2019

The incredible story of the Saharawi struggle for freedom

In one of the most hostile regions to human life across the platen, the Saharawi people live deprived for fundamental right to have a own land: Western Sahara is the last remaining colony in Africa still waiting for its independence. This is the story of the Saharawi struggle for freedom.

WE ARE REBELS - WESTERN SAHARA - 26'
The documentary is part of the 'We Are Rebels' series.

domenica 24 marzo 2019

Dos aviones militares rusos llegaron en Maiquetía

Dos aviones militares rusos llegaron el fin de semana al aeropuerto internacional de Maiquetía, según dijeron un testigo de Reuters y un periodista local.

La aeronave de pasajeros Ilyushin Il-62M con matrícula RA-86496 y capacidad para 186 pasajeros habría llegado el sábado al aeropuerto internacional Simón Bolívar de Maiquetía y, según pudo constatar un testigo de Reuters, aún permanece allí. De acuerdo a la aplicación de seguimiento de vuelos flightradar24 el avión salió de la base aérea Chkalovsky, en Moscú, el viernes. Según dijo el periodista venezolano especialista en temas de seguridad, Javier Mayorca, en la nave habrían venido 99 militares rusos, al mando del jefe del Comando Principal de las Fuerzas Terrestres de Rusia, Vasily Tonkoshkurov.

Minutos después habría aterrizado un Antonov An-124, de matrícula RA-82035, con 35 toneladas de materiales “pertenecientes al contingente que recién había desembarcado”, agregó Mayorca en su cuenta de Twitter sin precisar la fuente. Según flightradar24 la nave también partió de una base aérea en Moscú.



Fuente: lapatilla.com

martedì 5 febbraio 2019

Maduro: "La amenaza de un golpe de Estado en Venezuela sigue vigente"

La amenaza de un golpe de Estado en Venezuela sigue vigente, declaró el presidente venezolano, Nicolás Maduro. Además, Maduro afirmó que apoya la iniciativa de Uruguay y México sobre la regularización de la situación en Venezuela, que apunta a "construir un escenario de entendimiento mutuo". Y añadió que las elecciones presidenciales en Venezuela no se realizarán en un futuro próximo: el problema no está en los comicios, sino en la oposición. El mandatario precisó también que Venezuela está dispuesta a hacer inviable militar y humanamente una invasión de EEUU.


"¿Cómo se evita una guerra? Con la diplomacia de paz y la opinión pública mundial. También prepararnos para hacer impagable desde el punto de vista de costos militares y humanos una invasión por parte de EEUU", dijo. Maduro afirmó ser presidente constitucional y calificó de "marioneta de EEUU" a Guaidó. EEUU y otros países anunciaron que reconocen a Guaidó y exigieron que Maduro, cuya elección al puesto de jefe de Estado califican como ilegítima, no recurra al uso de la fuerza contra la oposición. Rusia, China y otros Estados expresaron su apoyo a Nicolás Maduro como presidente legítimo de Venezuela, una fuente de Sputnik en Bruselas informó el 4 de febrero que Italia bloqueó la declaración de la Unión Europea sobre el reconocimiento de Guaido como presidente interino de Venezuela.

venerdì 1 febbraio 2019

Di Stefano e il Venezuela. Il viaggio del 2017 e il tweet di Delcy Rodriguez

La missione in Venezuela del marzo 2017 dei parlamentari Manlio Di Stefano (capogruppo alla commissione Affari Esteri della Camera), Ornella Bertorotta (capogruppo alla commissione Affari Esteri del Senato) e Vito Petrocelli (vicepresidente del Comitato italiani all’estero) ha vissuto due momenti importanti. Il 5 marzo 2017 hanno partecipato alla cerimonia in memoria della morte di Hugo Chávez.

Il 7 marzo 2017 hanno incontrato Delcy Rodriguez, all'epoca Ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana e oggi Vice Presidente. 

Questo è il resoconto ufficiale dell'incontro (LINK): "La riunione, che si è svolta presso la Casa Amarilla "Antonio José de Sucre", sede del Ministero del Potere Popolare degli Affari Esteri (Mppre), è stata realizzata in occasione delle attività organizzate in Venezuela per ricordare i quattro anni della scomparsa fisica del Comandante Hugo Chávez, allo stesso tempo, si è discusso degli accordi di cooperazione firmati dalle due nazioni. All'incontro hanno partecipato il deputato italiano, Manlio Di Stefano; il senatore Vito Petrocelli; la senatrice Ornella Bertorotta; e il capo dell'ufficio Stampa del Movimento Cinque Stelle, Augusto Rubei, con cui il ministro Rodríguez ha conversato sui recenti avvenimenti d'interesse mondiale in ambito politico, sociale ed economico."

Il rapporto di stima tra Manlio Di Stefano e Delcy Rodriguez era iniziato però già qualche mese prima. Il 9 dicembre 2016 Delcy Rodriguez infatti ringraziava pubblicamente Manilio Di Stefano via twitter per la "solidarietà con il Venezuela per la situazione nel Mercosur."

Diversi stati hanno sanzionato la Rodríguez per il suo ruolo all'interno dell'amministrazione Maduro, tra questi ci sono: Canada, Svizzera e Stati Uniti. L'Unione europea le ha inoltre imposto un divieto di viaggio congelandone i beni all'interno degli stati membri. (fonte wikipedia)





giovedì 31 gennaio 2019

"Soy Nicolás Maduro y quiero enviar un mensaje al pueblo de Estados Unidos"

El presidente en disputa de Venezuela, Nicolás Maduro, lanzó un mensaje a los estadounidenses, en el que les pide que no permitan una guerra como la de "Vietnam en América Latina" y pongan freno a lo que cataloga como la "injerencia" del gobierno de Donald Trump, en momentos en que se cierra el círculo y crece la presión de la oposición, de países de la región y de Estados Unidos para que abandone el poder.


En el video grabado y divulgado en Facebook y Twitter, Maduro reitera que hay "una guerra mediática" en su contra y vuelve sobre su discurso contra el gobierno de Trump, cuya administración ha sido clave para conseguir el apoyo internacional a favor del autoproclamado gobierno encargado que lidera el joven opositor Juan Guaidó.

"Soy Nicolás Maduro y quiero enviar un mensaje al pueblo de Estados Unidos, para alertarlos de la guerra mediática, comunicacional psicológica que se desarrolla en los medios internacionales y en especial en los medios de comunicación de EE.UU., contra Venezuela", empieza el mensaje de Maduro divulgado en Facebook.

"Te llamo a la conciencia, te llamo a la solidaridad, te llamo a un despertar de la verdad. No permitamos un Vietnam en América Latina, si Estados Unidos pretende intervenirnos, tendrán un Vietnam peor del que se han podido imaginar", advierte en el video con música de fondo.

"No permitirle al presidente Donald Trump y al grupo de extremistas que lo rodean, John Bolton, Mike Pompeo, a la CIA, a Mike Pence, no permitirle (...) imponer sus mentiras sobre Venezuela, el golpe de Estado que apoyan y apoyar al pueblo de Venezuela en su lucha por la democracia", dijo.

"Espero mucho de ti, ciudadano, ciuadadana estadounidense", señaló Maduro.

lunedì 28 gennaio 2019

Papa Francesco: "Temo spargimento di sangue in Venezuela"

"Soffro" per quanto sta accadendo in Venezuela, "temo lo spargimento di sangue", "il problema della violenza mi terrorizza". Lo ha detto Papa Francesco sottolineando di appoggiare "tutto il popolo venezuelano" e chiedendo "una soluzione giusta e pacifica". E per questo - ha aggiunto durante il volo di ritorno da Panama - "chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema". "Devo essere un pastore. E se hanno bisogno di aiuto, che si mettano d'accordo e lo chiedano", ha esortato il Papa.


FONTE: ANSA

sabato 26 gennaio 2019

Rusia: "Estados Unidos está intentando iniciar un golpe de Estado en Venezuela"

Interviene ahora el embajador de Rusia ante Naciones Unidas, Vasili Nebenzia, que acusa a Estados Unidos ante el Consejo de Seguridad de Naciones Unidos de intentar derrocar al Gobierno de Venezuela con un golpe de Estado. "Estados Unidos está intentando iniciar un golpe de Estado en Venezuela", ha declarado Nebenzia durante su turno en la discusión que está teniendo lugar en el seno del máximo órgano ejecutivo de la ONU, después de que Rusia intentara sin éxito eliminar el tema del orden del día.

El embajador ruso ha criticado los "descarados" los intentos de Estados Unidos para expulsar a Maduro del poder e instalar en su lugar al presidente de la Asamblea Nacional opositora, Juan Guaidó; intentos que "infringen todas las normas del derecho internacional".


Fuente: ELPAIS

venerdì 25 gennaio 2019

Personal no diplomático de la embajada de EEUU sale de Venezuela

Un grupo de al menos 70 personas, entre trabajadores de la Embajada Americana en Venezuela y sus familiares, salieron rumbo al aeropuerto de internacional de Maiquetía para abordar los vuelos de regreso a su país. Según informan periodistas a través de la red social en Twitter. Esto se debe al anunció por parte de Nicolás Maduro de romper las relaciones diplomáticas con Estados Unidos, al que considera “intervencionista”, y dió 72 horas al personal de la embajada estadounidense para abandonar el país. Desde tempranas horas de este viernes 25 de enero se colocaron GNB y PNB cerca de la embajada de EEUU en Venezuela.



Fuente: lapatilla.com

mercoledì 23 gennaio 2019

Ministerio Público emitiría orden de captura contra Guaidó

La periodista, Elyangelica González, informó en su cuenta de Twitter que, la Fiscalía del Ministerio Público de Maduro, emitiría orden de captura contra el presidente interino de Venezuela, Juan Guaidó.


Guaidó: "Comunicado para todas las Embajadas presentes en Venezuela"

"Por la presente... comunico a todos los jefes de misión diplomáticas... que el Estado de Venezuela desea firmemente que mentangan su precencia diplomática en nuestro país..."